DOLOMITI 2016

Dopo molti anni sono tornato in uno degli scenari più belli ed emozionanti che in assoluto caratterizzano questo straordinario pianeta. Che si tratti di montagne per quel che mi riguarda può darsi per scontato, ma provatevi a smentirmi. E' inutile che stia a narrarvi o illustrarvi questa splendida avventura, bastano le immagini o i video che naturalmente hanno come punto d'osservazione la sella della mia moto. Non manca un punto d'osservazione privilegiato come la "punta Rocca dei 3250 m della Marmolada" in una giornata splendida con cielo sgombro da nuvole. O quella dal ghiacciaio, con le medesime condizioni del giorno seguente. Questi luoghi avevano già un posto di riguardo nella mia memoria, ma potuto constatare che gli anni non ne hanno modificato l'aspetto e il fascino. Certo ora non mi posso più permettere escursioni mozzafiato, ma diciamo che mi accontento di quello che la tecnologia nel frattempo ha saputo costruire. Se volete fare una vacanza che resti indimenticabile, ..........questi sono i posti giusti.

E ora in sella.........

Gran San Bernardo-Col de Champex-Col de Mèraillet-Lac de Roseland-Cormet de Roseland-Piccolo San Bernardo (in solitaria)

Giro intorno al Bianco
Sono le 7,00 esco dal cancello con una buona mezz'ora di ritardo rispetto ai propositi e la cosa un po' mi indispettisce. Mi aspetta un giro che occuperà per intero la giornata, ed in queste occasioni preferisco essere più in anticipo che in ritardo. Praticamente l'esatto contrario di quello che mi capita nella vita. Non sono un ritardatario cronico, ma la vittima sacrificale di ripetuti eventi contrastanti. :-) Questo mi crea un po' di tensione e passano indifferenti il cielo terso,la fresca brezza mattutina e la possibilità, finalmente, di fare un giro come si deve. In realtà c'è qualche cosa di più, vedremo se verrà fuori cammin facendo. Passo davanti all'ospedale..., imbocco le “canne”dell'attraversamento e mi avvio spedito sulla ss36 in direzione Milano , quindi alla stazione d'ingresso dell'autostrada per Torino. Praticamente 50 km condensati in mezza riga. Oggi è così. Un po' per volta prendo possesso delle mie facoltà e la vista dell'orizzonte senza una nuvola contribuisce ad alimentare le mie speranze. L'autostrada per Torino, la solita “palla”, poi si devia per Aosta, la guida diventa meno monotona, fino praticamente a Pont Saint Martin, la porta della Valle, dove il solito vento, a folate, mi obbliga a più miti consigli. Questa deve essere la patria di Eolo, perché non c'è volta che passi e non mi scompigli la permanente ... “prenditi un paio di giorni di ferie ...no?” A Châtillon fermo in un'area di servizio per rifornire ed approfitto per caffè e briosces. Sono alla cassa ed un imbecille , eh, avrà avuto giusto la mia età..., proprio mentre toccava il mio turno, “scusi è,...io sono con la signora avanti a lei,…….mi fa passare ?-/.prego s'accomodi.” Di fatto la signora ordina e paga,... per lei, e se ne va; sto coglione a sua volta ordina per i cazzi suoi, paga….e mi guarda con un sorrisetto e prova ad allontanarsi. Prova... E no , non è giornata, ….se poi mi fai anche il sorrisetto, ...te la sei proprio cercata….. Se mi dovevo sfogare ...l'ho fatto….bel carattere eh?..., però il caffè era proprio buono.
Rimonto la mia “belva” e riprendo la via maestra. A Nus l'autostrada finisce, le indicazioni per il San Bernardo, traforo e passo sono ben chiare. Percorro due lunghe gallerie, la strada comincia a salire, si vedono in lontananza le indicazioni che indicano l'entrata al tunnel, subito a lato , sulla destra quelle relative al valico. Un autobus prova a sbagliare strada, il conduttore si ravvede e nasce una piccola coda. Tutto si risolve in un attimo e finalmente.....finalmente si comincia. La moto va bene, lo scorso anno mi sono fatto il giro, praticamente senza la 2a marcia, ora è un'altra cosa in più comincio ad essere più sereno.
Quest'anno è un momento che ho aspettato a lungo, che cazz... volete c'è chi s'accontenta anche di poco, quel poco che per me ha una valenza importante, mi fa sentire vivo, mi toglie i carichi e e le preoccupazione del lavoro, del tempo bastardo che passa imperturbabile e scandisce senza pietà i cicli della vita. Ma non si può ricadere in depressione con questi paesaggi, questi colori esaltati da quel meteo impazzito che mi ha costretto per lunghi week end a sconquassarmi la schiena su un divano, che ora mi ripaga con un'apoteosi di meravigliosi colori.
Intanto si continua a salire, traffico inesistente, qualche moto mi svernicia, ma come sempre sono attento a non intralciare chi è più sveglio di me, il ringraziamento,..una gamba penzoloni, ma è bello anche così. Anzi, questo è il bello.
A volte la mia andatura è discreta, ma spesso rallento per cogliere qualche particolare del paesaggio, qualche parete di nuda roccia che trasuda acqua e rilascia riflessi iridescenti, per poi subito cambiare cromaticità come cambia l'angolo di visuale. Picchi che si ergono solitari con le forme più strane, che contrastano in maniera anche sensibile con quelli a loro più vicini, ma nel complesso si sposano in un'affascinante armonia. Che volete... la montagna è parte di me, anche se non sono un rocciatore, un alpinista, ma l'ho percorsa su sentieri, qualche ferrata, sui campi da sci, e nelle risalite sugli skylift o più recentemente accomodati come pascià sulle seggiovie, non potevo fare a meno di rimanere affascinato da quello spettacolo di potenza, irrazionalità e timore che sprigionano.
Qualche macchia di neve ancora persistente si scioglie e rilascia scorrere il suo contenuto sull'asfalto, la temperatura si è di molto rinfrescata, ho infilato un paio di guanti a cui ho tagliato le dita per trafficare con la telecamerina e ho le mani rattrappite dal freddo, ma dietro una curva la pendenza scema, la strada diventa pianeggiante e sullo sfondo di un laghetto di cristallo troneggia imponente il tozzo complesso dell'ospizio del Gran San Bernardo.
Mi piace questo posto....e non so spiegare il perché, mi ricorda le vecchie fiabe che il mio maestro delle elementari ci leggeva come premio quando non lo facevamo dannare. Erano storie di montagna, che non sono mai banali, che svelavano segreti, magie, buone e malvagie, con pochi fronzoli e come morale la saggezza di chi convive, affrontando fatica e privazioni, con questi giganti.
Però pensavo ci fosse meno gente, l'anno scorso era deserto, ora pure i pullman. Verranno a vedere l'allevamento dei famosi molossi.
Scollino e sono un po' impaziente, sopratutto perché sono curioso. Non è una curiosità morbosa, ma ho aggiunto a questo giro un tratto nuovo rispetto a quello praticato l'anno scorso e sono impaziente di vedere se è stata una scelta azzeccata. Intanto il versante svizzero è più dolce di quello italiano e dopo aver disceso un paio di tornanti la strada si snoda con una lunga frequenza di curve e contro curve su fianchi di una ampia valle, costeggiando un torrentello, reso impetuoso dalle ultime precipitazioni. Il verde è sempre il colore dominante su uno sfondo di un azzurro intenso. Per un attimo quando ero sul valico sono arrivate un paio di nuvole, bambagia impalpabile che ora si è già dissolta. Al bivio per Aosta e Martigny, non sbaglio come lo scorso anno e mi infilo nel tratto di strada coperto, quella specie di gallerie con un fianco scoperto dove posso sbirciare e ricordare la presenza di un verdissimo laghetto. La discesa è bella, veloce, divertente, non c'è nemmeno la gendarmerie.....cosa posso volere di più?
L'attenzione è focalizzata sull'abitato di Orsières,da qui le indicazione per il Col du Champex ed il lago omonimo.
Dopo aver attraversato il minuscolo paesino, uscendone, si imbocca la deviazione sulla destra dove con precisione svizzera il percorso è segnalato da un appropriato cartello. Questo tratto l'ho ricavato da un libro che raccoglie i 100 passi alpini meno conosciuti, nella didascalia è scritto “percorso adatto a conducenti esperti”. Anche per questo sono curioso,...mia moglie direbbe “un altro bricco di posto”.....
La carreggiata non è larga e dopo un breve tratto si stringe ancora di più, l'asfalto è ottimo e comunque riesco a sorpassare anche due macchine che mi precedono. Poi, non ho trovato più un anima. Procedendo e salendo di quota si può ammirare nella sua lunghezza la valle che sale al Gran San Bernardo, la vista è totale e le peculiarità della giornata la rendono sfavillante. Non c'è un tratto rettilineo, ma curve in sequenza, senza particolari controindicazioni. Il manuale citava, “24 tornati in 32 Km”....?
Ma ….ecco il primo, poi subito in serie altri e così via. Avevo paura fossero molto stretti,....capirete con il mio catafalco, invece si affrontano benissimo, poi piano piano fra uno e l'altro la distanza aumenta, la strada pur rimanendo tortuosa si percorre agevolmente e l'ambientazione a dir poco è stupenda. Ma non ho fatto 24 tornanti...! Incomincia a vedersi un po' di gente, scorro davanti a qualche chalet, la strada finisce di salire e mi trovo a costeggiare un laghetto, insomma un bel laghetto verde smeraldo, acqua limpida, meraviglioso,...ma non ci farei il bagno, l'impressione è che sia alquanto gelida. Faccio una sosta, scendo dalla moto, “ravano” nella borsa termica fino a trovare una Sprite, mi “spaparanzo” su una panchina e,...il mio animo è sereno.
Tornano i pensieri che mi tormentavano alla partenza, ma in una cornice così particolare hanno un'essenza diversa, quando si perde una persona a cui si tiene molto, non serve ragionare, non bastano le giustificazioni, dominano le emozioni. La vita ti scorre davanti in un flash, e rivivi condensati momenti che sai non potrai più avere. Rammenti sguardi, espressioni, ricordi di una vita che ti hanno reso quello che sei, a cui non sarai mai in grado di restituire quanto ti è stato dato. Non serve esser cresciuti, non serve nemmeno esser preparati, quando si perde un genitore anche una parte di te vola via. Ci si sente come un viaggiatore che ha smarrito la via di casa. Non ho cercato questi luoghi per caso, volevo dedicare questo giro a chi con pazienza ascoltava i miei racconti , quando con sguardo indagatore e un misto fra il divertito e il rassegnato guardava questo figlio con questa strana malattia, dapprima contrastata, poi come spesso fanno i genitori accettata. E mi viene un sorriso pensare che ogni volta che la andavo a trovare, con tre soli o una scarpa di neve, una domanda era scontata e suonava a volte come una canzonatura, a volte come un rimprovero....”sei venuto in moto?” Ciao mamma...quando ci riconteremo forse saprò cosa risponderti.
Mi alzo con malavoglia, faccio fatica a staccarmi dal luogo ma sopratutto dai pensieri. Riparto.
Strada sempre stretta che si fa largo in una fitta vegetazione tipicamente alpina, percorro la valle fino al momento in cui la strada comincia a scendere e,....ho trovato dove sono finiti i tornanti mancanti, uno dietro l'altro, anche la pendenza si fa sentire. Ora sono veramente stretti e a volte molto ravvicinati. Incrocio un paio di auto e ci passiamo al pelo. Ma la sensazione è veramente gratificante. Poi si raggiunge il fondo valle, la strada principale con direzione Martigny.
La temperatura si è decisamente alzata, ma la percorrenza è limitata a pochi km. Oltrepassata Martigny-Combe, alla prima rotonda si prende tutta a sinistra, anche qui le indicazioni sono chiare, la strada si vede serpeggiare e salire in fretta sul pendio della montagna, Route de la Forclaz che ci porterà, salito il colle omonimo in Francia alla corte della grande montagna.
Ho deciso di saltare il tratto di Chamony che credo tutti conoscano per riprendere da Saint Gervais-les-Bains attraverso Megeve fino alla deviazione di Flumet.
Non avevo potuto apprezzare questo tratto del percorso perché quando ero passato lo scorso anno, era in corso una manifestazione ciclistica amatoriale con migliaia di partecipanti. La tensione per schivarli e non incappare in qualche brutta avventura era tale che della strada non ricordo nulla. Certo qualche immagine, qualche flash mi sono rimasti nella memoria, giusto per avere qualche punto di riferimento, ma in effetti è stato come percorrerla per la 1a volta. Dispiegata fra boschi e verdi colline è un continuo su e giù senza fine, pochi tratti rettilinei, qualche rappezzamento del manto stradale qua e la, e un pezzo ancora pieno di buche, questo me lo sono rammentato benissimo. Nel complesso però molto divertente e appagante.
Incomincio ad avvertire i primi segnali di fame, anche perché è proprio mezzo giorno. Non ho di che preoccuparmi perché ho la colazione al sacco,...questa volta c'è davvero... ma tutte le aree predisposte per una sosta che ho fino ad ora incrociato erano già tutte occupate. Poi, mannaggia a loro, capisco che in tempi di cinghia tirata, ogni stato fa la crosta dove può, ma in tutto il territorio francese non ho trovato una, dico una area di sosta, o di emergenza di quelle che si trovano su tutte le strade di montagna e non, per permettere una fermata momentanea, che sia asfaltata. Tutte in terra battuta, ghiaia, o al massimo erba ovviamente incolta, dove la stampella del cavalletto della mia moto affonda inesorabilmente. Mi fermerò a Beaufort.... Invece giunto ad un bivio, che comunque ricordavo, al posto di prendere la direzione segnalata dal cartello, il navigatore mi spinge su quella opposta, ci avrei giurato.... proviamo.....La strada diventa ancora più stretta, forse neanche due metri, ma l'asfalto è stato rinnovato da poco, quindi molto invitante e,....si comincia a salire, tanto per cambiare. Ora si costeggia un piccolo torrente, con la strada che lo attraversa ripetutamente, procedo lentamente perché ho l'impressione di aver sbagliato, eh....oggi non era ancora accaduto.....Poi ad un tratto un rumore sordo, che si fa sempre più pressante, negli specchietti vedo che ho in coda altri centauri. Allora non ho sbagliato. La strada improvvisamente si allarga, c'è una segheria con un piazzale stracolmo di tronchi tagliati. Come posso mi scanso e faccio passare. Sono quattro moto, tutte sportive, da tutti ricevo un gesto di saluto, l'ultimo

mi affianca, che quasi non finisco a bagno nel torrente, ...sorriso di circostanza, pollice alzato e in risposta in un battibaleno chiedo se per Beaufort vado bene, alzata la visiera del casco la risposta è “arrivè”. Piccolo tornate , che quasi mi tocca far manovra, una breve ripida discesa che sembravo un jet in picchiata e aggancio alla strada principale. Solo...solo che....per Beaufort dovrei tornare indietro, il cartello dice: Beaufort a destra , Lago di Roseland a sinistra. Sti cazzi, sono le 13,30, manca solo che torno indietro, ...proseguo , mi fermerò al lago,...posto incantevole. La strada riprende come le montagne russe, a fianco un altro torrente ben più corposo del precedente, come la carreggiata si allarga mi fermo e......tiro il fiato. L'ultimo tratto, un po' quelli dietro, che sembravano segugi alla caccia alla lepre.... un po' la tensione perché la stradina bella ma tosta, praticamente l'ho fatta in apnea. Mi riposo un attimo, cambio la batteria e la schedina sd alla telecamera, guardo se sul bordo del torrente riesco a recuperare un posticino per mangiare, sarebbe l'ideale,...ma la moto è messa li come il mercoledì, un po' troppo in mezzo alla strada.....cazzo l'altra volta ho dimenticato il pranzo, questa volta ce l'ho, ma finisce che digiuno lo stesso.
Riprendo con destinazione il lago, arrivo sul Col... de Meraillet....pensavate che erano finiti?...un par di ciufoli, ce ne sono ancora due...a memoria. Dal Col de Meraillet si ha una splendida vista sul lago,....ma cazzo quanta gente c'è ? L'altra volta non si vedeva un'anima, ora le rive sono gremite di persone e anche alcuni chalet adibiti a bar e posti di ristoro sono stracolmi. Ho capito, vado avanti e dopo aver costeggiato brevemente la sponda nord del lago artificiale si torna nuovamente a salire con buona pendenza. Sono rassegnato, come la strada si allarga un po', le macchine sono parcheggiate su entrambi i lati della carreggiata, ma dove vanno....? Arrivo in cima, il cippo dice Cormet de Roseland altiutude 1968. Qui il posto per parcheggiare c'è, recupero la borsa termica, mi siedo su un bel prato proprio dietro al cippo e ci do di “ganascia”...finalmente.
La temperatura è ideale, il sole scotta ma c'è una brezza leggera e fresca il cielo è blu e i prati sono meglio dei materassi di Mastrota. Infatti mi sdraio e mi faccio una meritata “pennica”.
Mi sveglio e l'orologio dice che sono le 15,30, è ora. Torno a stivare quello che resta delle mie libagioni...praticamente nulla, solo poveri avanzi, nelle borse della Voyager, torno a trafficare con telecamera e navigatore, imbocco la discesa in direzione Bourg-St-Maurice dove giungo dopo una ventina di km spettacolari. Da Bourg-St-Maurice si sale per l'ultima ma non meno bella salita della giornata, quella al Colle del piccolo san Bernardo. Non mi fermo sul valico perché comincio a sentire un briciolo di stanchezza, rientrato in Italia e sceso sul fondo valle devo fare anche i conti con un po' di traffico. Poco prima di Aosta entro in autostrada, accendo la musica e penso a chi mi ha accompagnato in questo viaggio. Ora comunque vada avrò sempre chi mi terràcompagnia e potrò a mia volta domandare....”sei venuta in moto ?”...ti voglio bene...!
Sono partito da Lecco alle 7,00, ho percorso 792 km, di cui 370 su queste strade, gli altri sono in autostrada, Sono rincasato alle 19,30.


Giro dei 5 Laghi

Giro dei 5 laghi 22/05/2016

Klaus mi ha implorato di essere clemente e….pur chiamandomi Piero lo accontenterò. (Brrrrrrrr…..se comincio così…...)
Report, che già col nome , mi sembra di allargarmi mica da ridere,….. del 22/05/2016 Giro dei 5 laghi…….ma dove? Che se ne abbiamo visti 3 c'è da fare salti mortali……
Cominciamo dall'inizio….punto di ritrovo modificato, che se per caso non apro il telefono, cosa che non faccio mai, sono ancora all'autogrill di cascina gobba a chiedermi se per caso non ho sbagliato giorno. Arrivo col solito anticipo alla stazione esso di Cormano, tanto sono sicuro che Klaus, l'ho svegliato, chiamandolo per la conferma, spero solo non si sia girato sull'altro fianco. Comunque i primi ad arrivare sono Max e la Francesca….??????
Neanche un batter di ciglia e arriva anche Klaus. Sta migliorando, ad andar con lo zoppo…… Siamo talmente in anticipo che riusciamo pure a fare colazione. Si parte , verso l'autogrill di Lainate per incontrarsi con gli altri due partecipanti. Di laghi ne avremo visti pochi, ma di autogrill non ce ne scappa neanche uno. Adesso a far figura da cioccolataio sono io, perché i nomi di Lin77 bmw grigia e Tigre 800 bmw gialla….non me li ricordo. E...che c***o,...ho una certa età …. Fatte le debite conoscenze, Klaus, che un cane da tartufo gli fa un baffo, avverte uno strano odore nelle vicinanze della moto di Max, avete presente, un SuperLandini in perfetto stato……., dopo quello che è capitato alla mia moto è meglio che la pianto di fare il bigolo sulle moto degli altri….. insomma, deve aver perso una vite che collega “l'aratro”….. e i tubi di scarico si appoggiano pericolosamente al pneumatico posteriore. In perfetto stile “Ducati corse” pensa te aveva pure la “tuta”, aiutato da Francesca, col mio supporto morale…….che non è poco, perché Klaus, avendogli prestato il pacchetto utensili della sua APRILIA, l'ho scritto in maiuscolo così è tutto contento,si sentiva ovviamente di aver esaurito il suo contributo…..mentre gli altri due, che per me di attrezzi agricoli non se ne intendevano molto…..., se ne stavano tranquillamente a disquisire. Che Max sia un ragazzo sveglio è come scoprire l'acqua calda, toglie una vite da un punto meno stressato del telaio e la posiziona nella sede rimasta vuota. Il gioco è fatto e, ….deve aver perso anche un paio di kg per la sauna che si è fatto. Si riparte , Klaus ha intonato una delle sue litanie per il tempo perso, “….dobbiamo accorciare il giro”, “ sta diventando nuvolo….. “...ma dove??? “Modifichiamo, passiamo per il parco del Ticino ….”io non mi sono accorto di niente, sarà……! Al termine della “deviazione”, ci sto pensando ancora perché comincio a credere che a volte mi prendo delle pause,….pericolose, comunque ci fermiamo per una sosta….no,no,….non in un caffè o in un bar, ma sul ciglio della strada……..e facciamo pure foto di gruppo. Qualcuno ha già fame e avanza la richiesta di fermarci per vedere anche la corsa di moto GP. A “furor di popolo” posiziono la mia telecamerina per immortalare i prossimi km che ci separano da Omegna. Ma possibile che su queste stracazzo di strade ci sia sempre qualche manifestazione con auto da rally ? Non è possibile, non manca volta che non incappo in qualcuna. Altra sosta in prossimità di un bivio, passano un paio di HD ed ecco che Klaus si cimenta in un accorata declamazione, ricca di aggettivi e sostantivi nei confronti dei possessori delle bicilindriche a stelle e strisce. Qualche dubbio sulla condivisione non posso dire non mi sia venuto. O non ha digerito la colazione, o qualcuno di questi energumeni ha abusato del suo orgoglio…..A furia di contar pirlate giunge il momento in cui arriviamo nell'amena cittadina lacustre. In un baleno individuiamo dove metter le ginocchia sotto al tavolo, ovviamente locale munito di televisore sintonizzato sulle gare in corso al Mugello. Francamente non so se ve lo posso consigliare, personalmente devo dire mi abbiano scambiato per un “pollo” , visto che nell'insalata che mi hanno servito, l'ingrediente più abbondante era il mais, ….granoturco insomma, una vera delizia. In compenso farò delle ottime uova.
Partenza del Gran Premio di moto GP. Dopo la pagliacciata dello scorso anno, l'unico interesse che al massimo mi suscita è la presenza delle….”ombrelline”. Che volete, anche l'occhio vuole la sua parte. In realtà non mi frega proprio più niente. Attori inconsapevoli o meno di un copione già scritto. Intanto, per rimediare al becchime, vado a farmi un gelato
e qui non posso proprio aver nulla da ridire. Nel frattempo mi sono perso qualche cosa…...ma non sono curioso di approfondire. Riprendiamo il giro e vengono a galla le recondite intenzioni di Klaus. Il brutto tempo, il giro lungo da accorciare, la deviazione in Svizzera , sta pippa, tutta sta manfrina perché in svizzera deve incontrare una gentil donzella. Eh, beato lui…. Traghettiamo a Verbania per Laveno, poi direzione Luino,…….”vai avanti te”…….che alla prima rotonda con indicazione PonteTresa, lui la prende a cannone, mentre io la percorro in solitaria fino al confine di stato Un genio. Ora tralascio i vari intercalari perché sono le 00:17 di lunedì 23 e sono anche un pochino stanco, fatto sta che ci siamo ritrovati, salutati con ….perdonatemi ma devo mio malgrado chiamarvi Tigre 800 e Lyn77, con cui spero di condividere altre uscite. Vi ringrazio per la vostra gradevole compagnia . Con Klaus, la sua ragazza, o sua amica,….che ne so…., sto uomo è una continua sorpresa, Max e Francesca ci siamo poi avviati per il ritorno. Se poi Klaus mi fai sapere come si chiama…….ho detto come si chiama non il numero di telefono, così magari un altra volta sono più preparato.
Al rientro a Lecco il mio conta km segnava 347 km. Non siamo andati dove avevamo programmato, ma non fa nulla, la giornata non mi è affatto dispiaciuta, ho conosciuto persone nuove, ho rivisto con molto davvero molto piacere chi già conoscevo. Perdonate le pirlate che ho scritto, ma sono fatto così. Grazie Klaus, se a volte approfitto è solo perché c'è grande simpatia, una saluto a tutti, è stato un piacere.
Ciao.

PS. Un forte abbraccio a chi magari ha avuto un momento di fastidio, ma non bisogna confrontarsi con chi non è alla propria altezza. ;-)

Le foto le posto domani, poi il video Se sui video troverete la data del 2021.....è perchè siamo troppo avanti :-D


Val Trebbia 2016

07/05/2016
Val Tidone, Val Trebbia, Recco e ritorno
Dire che affrontavo l'uscita di ieri con indifferenza sarebbe stato mentire spudoratamente. Sono fermo praticamente da Novembre e non vedevo l'ora di ritornare in moto, quindi, qualsiasi scusa sarebbe bastata, anche quella di andare a prendere le sigarette sapendo benissimo che non ho mai fumato. L'intenzione di dover provare la moto dopo l'intervento meccanico mi salva dunque la faccia, per quel che vale, avendola ormai compromessa irreparabilmente in più di una occasione.
L'invito di Klaus a partecipare al giro da lui postato sul Tinga arriva a fagiolo, l'alternativa era quella di andarci domenica, cioè oggi, senza una meta precisa, come per altro spesso accade quando esco in solitaria.
La destinazione, val Tidone, Bobbio, val Trebbia , Recco dove è prevista sosta colazione, per ritornare per la val D'Aveto, sinceramente non mi scatena travasi di adrenalina, sopratutto perché il ricordo dello scorso anno, oltre al meteo incerto accosta anche un fondo stradale terribile, con avvallamenti improvvisi, buche, sassi e terra sull'asfalto peraltro molto consumato. Non ultimo anche la tensione di aver davanti tre satanassi che fino a Bobbio probabilmente dovevano ancora assorbire la notte di bagordi, quindi riuscivo a tenerli a vista d'occhio, da li in poi, il caffè li ha riconsegnati alla vita e li ho ritrovati allo svincolo di Torriglia che finivano una mano a tre sette. icon_wink.gif
Visto che ho finito coi preamboli, incominciamo col dire che quest'anno siamo in quattro. Klaus, Pherox, meno mane che poi ho realizzato che si chiama Natale, Rider58 che fin che non si è tolto il casco pensavo fosse un alieno, ma poi l'ho riconosciuto benissimo e il sottoscritto.
L'appuntamento, Rider a parte, è all'area di servizio di Cascina Gobba alle 9:00, dove ovviamente, conoscendo Klaus , puntuale ci sono solo io. Se ci dessimo appuntamento “quando si alzano le galline”, per non farle alzare all'ora in cui sono solito farlo, sono sicuro le sterminerebbe tutte prima. 0509_si_picchiano.gif Partiamo per incontrare Rider allo svincolo per la val Tidone, dove ovviamente non c'è perché Klaus aveva capito un'altra cosa, ma con una chiamata del nostro condottiero tutto si risolve e si sale in giostra .
Il traffico è scarso e attraversare le campagne della bassa pavese è appagante, il senso di tranquillità contrasta con la frenesia dei raccordi autostradali, quando poi si imboccano tratti che non sono nemmeno considerati dagli ultimi aggiornamenti della cartografia del Garmin, sembra veramente di esser in un altro mondo, se poi Klaus ti chiede “così andiamo bene ?” beh vedere che sei posizionato nel nulla, in mezzo ai campi, è il massimo della soddisfazione. Scherzi a parte, bel viaggiare, ritmo allegro senza eccessi e strada libera e appagante.....per me, che sono uno normale.
Si incomincia un po' a salire, la carreggiata si stringe, le curve incominciano a farti danzare, senza.... musica......, perché.... la mia, quella che dovrebbe uscire dalle casse della moto collegate al garmin,.....non c'è,....non va,......ecco...cazzzzo! Della musica non mi importa un accidente, però non sento nemmeno le comunicazioni vocali del navigatore, qualche collegamento è da rivedere.
Arriviamo al bivio per il passo del Penice, breve sosta anche perché Klaus dice di aver piegato le pedane,........”ma vai più piano che rimanevano belle diritte”,.......poi, gli prende una strana frenesia, “…..ma sai.....,un po' più avanti....., sull'altro versante....., c'è un agriturismo.....,” poi scusate io sono un po' duro d'orecchi e non ho capito bene,.......parlava di un'ottava.......forse si trattava di musica, eusa_whistle.gif ....... ma non ho capito bene, una telefonata.....fatto sta sta che abbiamo ripreso......purtroppo …..a me la musica è sempre piaciuta,......per il Penice. icon_asd.gif
Intanto qualche nuvolone e qualche gocciolone sono venuti a farci visita e procediamo speditamente per Bobbio. Pausa caffè, breve sosta, ….si parla ancora di quell'ottava, …..ma sempre fatico a capire....., icon_mrgreen.gif poi via per la val Trebbia verso Recco.
E' proprio vero che quando dai una cosa per scontata, puntualmente vieni smentito. Che avevo detto, strada di me...a, fossi, buche, avvallamenti.....? Ma dove ? Anzi lunghi tratti asfaltati a nuovo, c***o una meraviglia. Certo se devi provare una moto la val Trebbia non potrebbe essere tragitto migliore. Curve fino alla nausea, su e giù, anche il panorama, guarda un po' mi sembra più bello.
Klaus e Natale si involano, col piffero che ci ricasco......, io procedo al mio passo, Rider mi segue come un'ombra......e mi diverto come quando da bambino a Pasqua mi portavano alle giostre. C'è sempre qualche nuvola che rompe gli zebedei, con relativa minaccia di apertura delle cataratte, ma comunque è un alternanza di sole e nuvole e guardando verso il mare la prospettiva sembra allettante.
Siamo ormai in prossimità della costa, sbagliamo una deviazione, Klaus trova un'alternativa e parte a cannone , la strada è un mulattiera asfaltata, non arriva ad esser larga due metri, un paio di curve a gomito e io sono costretto a far manovra, giunti ad un bivio, essendo il nostro vate scomparso, decidiamo per salire. Dopo un po' verifico sul navigatore la destinazione,....per Recco andiamo bene, ma intanto al bivio Klaus aveva preso la deviazione opposta. Proseguiamo usando la definizione che userebbe mia moglie,”...per bricchi”, finché recuperata la retta via ci ritroviamo a Recco con Klaus che intanto si faceva una “pennica”. Posteggiamo le cavalcature e impieghiamo un bel quarto d'ora per decidere in quale focacceria sfamarci, ovviamente Klaus sapeva già tutto, ma non si può dargliela sempre vinta a prescindere, sarebbe un suicidio. Infatti alla fine optiamo per la scelta che aveva proposto lui e ne restiamo veramente soddisfatti.
Rider deve rincasare prima delle nostre previsioni, lo accompagniamo a Genova a prendere l'autostrada. La Val D'Aveto non ci convince, Klaus insiste per ripercorrere la val Trebbia, partendo da Genova. Lo accontentiamo.......... Il meteo intanto è peggiorato, dopo Torriglia incomincia a gocciolare, la strada a tratti è bagnata, Klaus e Natale prendono il largo, io me la prendo calma, se sbaglio una curva, io non riesco a rimediare, intanto mi fermo a togliere la telecamera, do sollievo alla prostata e riparto .
La sensazione è strana, quasi irreale, non c'è un'anima, una strada che solitamente è battuta in continuazione da centauri di ogni tipo e natura è praticamente deserta. Le nuvole sono basse, restano minacciose, ma a parte qualche goccia niente acqua. Sembra quasi autunno, ma la natura, i colori la stessa atmosfera che si percepisce non è quella. I fianchi delle montagne sono di una cromaticità unica, sfumature di verde infinite si alternano regalando scorci quasi incantati. E pensare che la val Trebbia non mi piaceva. Se non fosse per quei due che saranno avanti ad aspettarmi mi fermerei in contemplazione. Sono quelle situazioni in cui ti senti in armonia con quello che ti circonda, in cui trovi a tuo agio, ti perdi nel tempo e nello spazio. Forse è anche per questo che amo la moto. Non è la prima volta che mi regala queste sensazioni e anche se a volte programmi uscite e percorsi per vivere questi momenti, questi sono sempre inaspettati, imprevisti, ti capitano quando meno te lo aspetti.
Il resto è normale amministrazione, un po' di acqua al ritorno nel tratto da Bobbio a Piacenza, poi autostrada e rientro a Lecco alle 20:00. Percorsi 500 km giusti.
Un grazie sentito a Klaus, lui mi conosce e sa che le mie considerazioni al di la delle battute di rito sono sempre di amicizia e considerazione, a Rider58 che ho rivisto con piacere e Natale che ho avuto il piacere di conoscere e con cui mi scuso se gli ho fatto fare più tardi del previsto.
Ora quando rifarò la val Trebbia, andrò a caccia di sensazioni che sarà difficile ritrovare. Ciao. _________________

Ghiacciaio dell'Aletsch
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Indimenticabile ! Ciao Diego

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