Kawasaki VN 900 Classic

A Febbraio 2007 mi sono trovato a dover scegliere: appendere il casco al chiodo, o sostituire la moto.

Devo dire che per un po’ la prima alternativa mi è sembrata la più logica. 51 Anni, una famiglia, due splendidi ragazzi,una moglie che forse di moto ne ha abbastanza, i capelli che diventano sempre più grigi, qualche acciacco che non vuole saperne di andarsene, il lavoro che non da respiro. Si, che senso ha ricomprare una moto,” roba” da giovani…. . Ma la passione è passione, ti entra nel sangue a 14 anni e ti accompagna per una vita, cambiano le mode, i modelli, la tecnologia, ma quando inforchi la tua moto i pensieri, lo stress, i mali del mondo per un po’ si attenuano, sei solo tu, lei, la strada. Seduto al volante guardi col “magone” i centauri che ti sfrecciano accanto, le moto posteggiate sul lungo lago o in bella mostra al parcheggio di qualche bar. No, alla fine si vive una volta sola e visto che per lavorare sono vivo e vegeto allora lo sono anche per andare in moto. L’ho presa.

La decisione è maturata repentina. Ma è stata tutt'altro che facile. Non avevo nessuna idea su quale sarebbe stata la mia nuova” cavalcatura”. Scendendo da una moto turistica, una kawasaki GTR1000, che per 16 anni

mi ha portato in ogni dove, con sicurezza , prestazioni e comodità estrema, mi sono rivolto alle proposte del settore, ma BMW, Yamaha FJR1300, Honda Pan European e Guzzi Norge erano al di fuori del mio bugget, considerando anche le premesse di partenza. Ho provato Guzzi Breva, (Devo dire che mi è piaciuta molto) Suzuki Bandit1250,Yamaha Fazer1000, Honda CBF1000, ma tutte, Guzzi a parte, per un motivo o per l'altro non riuscivano a far scoccare la scintilla. L'ispirazione è venuta da mia moglie, (pensa te) che mi dice, “ma le Harley, le hai mai provate?” A questo punto si è aperto un nuovo scenario, anche perchè sinceramente le custom non le avevo proprio prese in considerazione, sebbene non fossi stato mai insensibile al fascino che questi mezzi sprigionano. Quindi ho provato anche HD. Con tutto il rispetto però, non mi sono troppo entusiasmato. Probabilmente la mia derivazione turistica è più attenta alle reazioni motoristiche e di percorrenza che al puro lato estetico, quindi mi ero un po' rassegnato, quando il mio interesse è caduto su una rivista di settore che pubblicava una prova comparativa di moto custom. Dopo aver letto e riletto, coppia, potenza, interassi,cavalli, kw,alesaggio, corsa e chi più ne ha più ne metta, ma credo soprattutto influenzato dall'appartenanza ad una marca che già mi aveva gratificato, sono andato dal concessionario per visionare la kawasaki VN900 classic. Ebbene si, è scoccata la scintilla e oggi sono qui a parlarvi di come va il mio ultimo acquisto. Le mie osservazioni sono relative ad un mezzo che ho potuto utilizzare a partire da marzo 2007, che al momento in cui sto scrivendo , ottobre 2007, ha percorso circa 8.000km. (Non male per un “vecchietto eh?)

Comincerò coll'elencare quelli che a mio giudizio considero i pregi di questa motocicletta.

Innanzitutto la ciclistica, fantastica, la moto è molto facile da condurre, anche un neofita non avrebbe particolari problemi perchè è molto intuitiva, l'inserimento in curva nonostante l'interasse importante è preciso e diretto, si piega senza particolare fatica e si arriva subito, forse troppo, a grattare con le ampie pedane. Sul diritto non ha ondeggiamenti, anche con vento trasversale è sicura e tiene molto bene la strada. Anche sui tornanti di montagna il peso non si avverte e non è mai impegnativa.

La risposta del motore, anche con “solo” 50cv (la GTR1000 ne aveva 110) è sempre pronta e grazie alla centralina elettronica non evidenzia “buchi” o cali di potenza. La ripresa è costante e anche l'accelerazione da quasi l'idea di guidare una naked piuttosto che una custom.

La guida è estremamente comoda, le braccia sono distese con un angolo ottimale e neanche dopo lunghe percorrenze si sentono doloranti o affaticate. Io fisicamente non sono proprio un fuscello, sono alto circa 1,78 x un peso che mediamente si attesta (aimè) intorno ai 110kg. La seduta è comoda, le gambe sono distese in avanti, ma permettono all'occorrenza di stingere con le ginocchia il serbatoio per avere un maggior controllo del mezzo. Personalmente ho provveduto ad imbottire ulteriormente la sella, e vi assicuro che la modica spesa, 30€ circa ne vale veramente la pena, perchè poi, è come viaggiare in poltrona.

Un mezzo ben equilibrato, che non stanca, che permette anche in autostrada di mantenere buone medie e che anche come velocità di punta, (naturalmente al conta Km) ha passato i 180 km, ovviamente dopo esser stata lanciata. Posso dire che all'inizio il motore sembra un po' pigro, ma con l'uso diventa più elastico e performante. I consumi onestamente non li ho mai controllati, ma credo non sbagliare di molto affermando che ad andatura diciamo normale si possono attestare sui 20km litro, per scendere intorno ai 17-18 con andature più allegre. Questi risultati li ho ottenuti con parabrezza, (aftermarket) borse e sisybar, passeggero.

 

Passo ora ad esporre quelli che mi sembrano i lati meno positivi.

Il cambio. Mi da nettamente l'impressione che sia un po' “vuoto”. Senza un po'. Inoltre secondo me è rumoroso, non conosco altri parametri custom, ma è un bel “clang” per prima ,seconda e anche terza. In scalata , se fatta un po' velocemente non sempre è preciso.

Freni: non è che la kawasaki andava in rovina se montavano due dischi all'anteriore. Uno solo secondo me è solo sufficiente, fra l'altro tende anche ad essere a volte un po' rumoroso e le pasteglie( almeno le mie hanno già preso quel colore giallognolo di quando tendono ad essere “cotte”) Il freno posteriore è di sussidio, provate a frenare solo con quello.

Indicatore del carburante. Segna quello che gli pare,..... finchè funziona, poi si rompe ed è da luglio che aspetto la riparazione in garanzia.

Qualcuno si è lamentato perchè ha perso la targa, in effetti la kawasaki ha richiamato alcuni numeri di telaio per modifica.

Qualcuno,  ....si è lamentato che la sonda lambda gli cuoceva la natica destra.........!

Effettivamente, soprattutto in estate, la sonda emana un po' di calore quando va in temperatura per bruciare i gas, (non di continuo), ma ad esempio, da quando ho imbottito la sella non avverto più nessun fastidio.

Tra i lati negativi includo anche la mancanza di accessori. Capisco che un modello nuovo ha bisogno di assestarsi sul mercato, ma un minimo di accessori dovrebbe esser garantito, visto il tipo di moto.

Gli originali sono una rapina a mano armata.

Tirando alla fine le somme vi devo confessare che sono soddisfatto del prodotto. La moto è bella da vedere, godibilissima da condurre , comoda , gratificante e performante. Qualche piccolo neo, che comunque lascia inalterato il giudizio per mè positivo sulla VN900 classic.  A risentirci.

Kawasaki VN 1700 Voyager

Da: MOTOINMOTO

Risolvete l’equazione: un bicilindrico da 1700 cc più una poltrona come sella più tanto spazio nelle borse e nel bauletto più tanti gadget elettronici più 400 kg di massa. Qual è i risultato? Una grande cruiser nata per macinare tanti chilometri nel massimo comfort. Stiamo parlando di una grande Kawasaki, la Voyager 1700.

Una premessa è d’obbligo: sappiamo che questo genere di moto sono oggetto di amore fuori misura da parte di una determinata nicchia di “macinatori di chilometri”, così come non sono apprezzate – per mole e prestazioni – dai seguaci del “casello-casello”, ma certamente le cruiser rappresentano uno dei mezzi più tradizionalmente motociclistici e, va detto, con il bel tempo o con la pioggia i cultori di queste due ruote li troverete più facilmente sulle strade rispetto alle varie “corsaiole” che iniziano a mettere le ruote fuori dai box solo con la bella stagione.

Fatta questa doverosa premessa vediamo cosa ci racconta questa “grande” (in tutti i sensi) Kawasaki.

in curva è frequente sentir strisciare le padane per terra

Prima osservazione fatta iniziando ad affrontare curve strette in montagna: abituato più alle naked corsaiole che a questi transatlantici dell’asfalto chi scrive ha iniziato ad inquietarsi al primo strisciare delle pedane a terra. La Voyager, peraltro, ha proseguito, imperturbabile, sulla propria rotta.

Dopo la prima altre curve si sono succedute con lo strisciare metallo-asfalto ma, sebbene non sia comunque da consigliare come stile di guida per questo gigante, se non altro ha dato la misura della sua grande stabilità di rotta.

La Voyager effettivamente è una moto che, inserito il cruise control,si guida con leggerezza e risponde anche solo alla pressione delle ginocchia sul serbatoio, tale è la sua docilità e stabilità.

Posizione di guida eretta e ben protetta, anche per chi è di alta statura, dall’ampio parabrezza, passeggero ben comodo e appoggiato per il grande sedile e l’ampio schienale imbottito, com’è tipico del genere, questa Kawasaki invita proprio a mettersi in strada per affrontare centinaia di chilometri in tutta comodità.

al centro del cruscotto il grande display della radio

Gadget utilissimo, in questo caso, il potente impianto stereo, e il termine “potente” è usato di proposito: in autostrada, con il casco e il rumore del bicilindrico, per ascoltare un po’ di musica è necessario tenere un volume – diciamo così – da discoteca ambulante, ma del resto i fastidio che si rischia di infliggere alle auto che sorpassiamo dura lo spazio di pochi secondi e, per gli involontari ascoltatori, è mitigato dai finestrini alzati…

Una piccola nota di demerito dobbiamo comunque segnalarla, anche se, nell’uso specifico per questa moto, in effetti non la si avverte nemmeno: stiamo parlando del grande calore emesso dai 1700 cc del motore.

Come si diceva in realtà in autostrada, o comunque sui percorsi veloci non lo si avverte, soprattutto se si ha l’accortezza di aprire le due ampie “finestre” nella carenatura che protegge le gambe che perfezionano la ventilazione della testata, ma certamente nei percorsi cittadini, soprattutto in estate, quando anche l’aria attorno è calda, le soste (soprattutto se non sono brevi) per code o semafori possono diventare fastidiose, in ogni caso è la Casa stessa a consigliare di non tenere il motore acceso da fermi oltre un periodo relativamente limitato di tempo.

la Voyager non è molto maneggevole nel traffico cittadino, ma in un piccolo paesino di montagna non ha problemi a muoversi

In città, ovviamente, non si può definire il Voyager una moto maneggevole, con gli oltre 400 chili da governare, in realtà sui percorsi misti abbiamo toccato con mano la sua docilità, anche a velocità relativamente basse, ma alle andature cittadine la sua grande massa non si fa dimenticare, e se sul diritto non dà problemi nelle manovre e nelle sterzate quasi da fermo non bisogna dimenticare che si ha il peso di una “cinquecento” di trent’anni fa sotto le gambe…

D’altra parte il bello di questa Voyager è proprio che ti invita a muoverti, a viaggiare: lasci il box di casa, ti destreggi un pochino nel traffico cittadino – raccogliendo la giusta misura di ammirazione e invidietta da parte degli “spettatori”, perché questa non è senz’altro moto da passare inosservata – arrivi quindi all’imbocco di una bella strada che ti porta lontano, sali rapidamente con le marce e in breve ti ritrovi, come un pascià, alla velocità di crociera, per meta il mondo.

E la Voyager può così tener fede al proprio nome regalando chilometri di viaggio, piacevoli e in sicurezza. Cosa chiedere di più dalla vita?!?… Una meta ancora più in là, solo per il gusto di andare…

Voyager 1700 Prime esperienze: LAGO D'ISEO

Parcheggiare ad Iseo (certi automobilisti)
Parcheggiare ad Iseo (certi automobilisti)

Oggi 250 km da Lecco ad Iseo, andata via autostrada, periplo del lago, ritorno su provinciale .
Buone sensazioni generali, lanciata in autostrada , supera di poco i 180 da conta km, non avevo il navigatore per cui non ho potuto verificare la velocità reale. Su strada tortuosa buona tenuta, buona distribuzione dei pesi, frena bene anche se all'ABS bisogna un po' abituarsi.
Non è un fulmine in accelerazione, ma non ho mai avuto difficoltà nei sorpassi, se paragonata al 900, sembra più "pigra", ma è più una sensazione determinata da peso e volumi che da dati reali. Riflettendo, forse il parastrappi alla frizione da la sensazione che sia più "seduta", perchè la risposta è sempre morbida. Ho provato a tirare le marce in sequenza e non si scompone mai. La mia guida rimane sempre un po' nervosa, ma non ho mai avuto un rifiuto o reazioni inaspettate.
La carena e il parabrezza fanno un ottimo lavoro, non ho avvertito turbolenze.
Gli accessori mi sembrano adeguati, ottimo il cruise control elettronico, le luci di pericolo, gli antinebbia, (anche se manca una spia di controllo e sono scomodi da azionare) poi a me della radio sulla moto non me ne frega un piffero, però visto che c'è....... Buoni anche i vani sotto chiave nella carenatura. Chiari e ben leggibili gli strumenti analogici, più complicato tenere sempre sotto controllo i dati del display centrale. Buoni i comandi sui blocchetti a manubrio, anche se i comandi delle frecce, anche per me che non ho mani di fata, risultano un pelo distanti.
Buona la possibilità di carico, (motivo eclusivo per cui l'ho presa) poche le vibrazioni di borse e bauletto e carena.
Considerazioni negative: secondo me per una moto con vocazioni turistiche, (se no che si chiama Voyager a fare?) 20 lt di serbatoio sono un po' pochi, con un'autonomia presunta di c.a. 300km.
Gli specchietti posti 20cm sopra le manopole, meritavano un'attenzione maggiore, dipende poi da abitudini e fisiologia personale, ma mi risulta scomodo abbassare lo sguardo per osservarli. Nota
molto dolente la rumorosità del cambio. Fra prima e seconda è un'indecenza, puoi ascoltare il motore fin che vuoi, provare ad essere veloce, leggero, pesante, ma non ci sono santi,......ma sono tutte così?
Poi salendo le marce migliora, ma secondo me è un aspetto negativo.
Avevo già fatto altr uscite, ma ora che ho fatto 2560 km ho provato a tirargli un po' il collo, e cambio a parte sono abbastanza soddisfatto.
Ora mi mancano i tornanti del maloja e un percorrenza più prolungata.

Lago d'Iseo, sulla sponda occidentale 1
Lago d'Iseo, sulla sponda occidentale 1
Lago d'Iseo sponda occidentale 2
Lago d'Iseo sponda occidentale 2
Lago d'Iseo sponda occidentale 3
Lago d'Iseo sponda occidentale 3
Lago d'Iseo sponda occidentale 4
Lago d'Iseo sponda occidentale 4

Voyager 1700 Prime esperienze: LAGO di COMO anello esterno

Continua il mio approccio alla Voyager. Domenica mattina ho fatto il giro del lago di Como, anello esterno. La strada la conosco come le mie tasche, la farò almeno 5 o 6 volte all'anno, giusto quando devo scaricare un po' di tensione. Semplicemente mi sono posto dei paragoni col 900. Ho deciso di fare il giro in senso antiorario, privilegiando in prima battuta il tratto Lecco - Trivio di Fuentes, per poi deviare e scendere dalla sponda occidentale, quella di Dongo, Menaggio ecc. Mattino, 8,30 circa, complice l'entrata in vigore dell'ora legale, traffico inesistente, giusto qualche moto. Fino a Piona, ho deciso di tirare , si fa per dire (ma non solo Razz ). Qui le curve bisogna conoscerle, alcune sono veramente infide, la moto scende bene nonostante la mole, e si riesce a grattare pure con le pedane, non come con il 900 , dove istintivamente alzavo il piede, ma comunque la risposta in piega è buona. Il problema è che qui la devi anche rialzare, e rispetto alla "sorellina" è un'altra musica. Poi bisogna fare attenzione , alcuni tratti con curva e controcurva in sequenza ........devi rinunciare, l'interasse e il peso non ti permettono di affrontarle troppo velocemente. La 900 , nonostante abbia comunque un interasse discreto in confronto è un giocattolo, un bellissimo giocattolo. Comunque ci si diverte lo stesso, ma se fai una "pirlata" credo che qui la paghi severamente.
Nell'altra parte del percorso ho provato, forse per la prima volta a fare il "pensionato". Complice lo scarsissimo traffico, ho fatto quasi tutta la strada in 4a e 5a. Guida rilassata, curve pennellate........ho rischiato un paio di volte l'abbiocco. In moto,...roba da matti. In questa situazione comunque è comodissima e godibilissima , rispetto al 900 un'altra categoria, forse non c'è neanche paragone.
Ora mi mancano i tornanti e le montagne.

Voyager 1700 Prime esperienze : CHIOGGIA

Chioggia 1
Chioggia 1

Avevo programmato per oggi un bel giro pieno di tornanti ben distribuiti fra italia e svizzera. Passo del Maloja, Julierpass, passo del Bernina, Forcola di Livigno e passo del Foscagno. Ieri sera, giusto per scrupolo consulto il meteo svizzero, che mi da per il mattino una media di temperature che va da -4 a -6 sullo Julier, il tutto condito con raffiche di vento, che per chi sa di montagna significa una temperatura avvertita di almeno un paio di gradi in meno. Rimandato a climi più accettabili. Non che mi spaventi il freddo, ho passato di peggio, ma puoi sempre trovare, anche sulle stracurate strade svizzere, un tratto ghiacciato e fare la frirttata. Cambio obbiettivo e scelgo di andare a Mantova.
Con questa cavolo di ora legale, mi sveglio sempre tardi, cosi che riesco ad uscire dal cancello che sono già le 8,30. Mezzoretta, sono al casello in entrata dell'autostrada a Bergamo, questa volta nessun problema col telepass, prendo la direzione per Venezia.
4a 5a OD. A 135 imposto il cruise control e la moto va da sola. Che goduria. Intanto smaneggio con i comandi del cruscotto digitale, che casino, ciè sono imbranato io, finalmente incomincio a comprendere, ......consumo, km di autonomia , tri a, trip b, orologio, cazzo.... ho cambiato l'unità di misura da km , in miglia..........., riportato ai valori normali, bello ......ma invece di guidare guardi tutti questi ammenicoli e credo che per la sicurezza non sia il massimo, almeno fino a che non hai imparato. I comandi della radio li rimandiamo a questa estate. E' meglio. Va che è un piacere, so che penserete che non potrebbe essere diversamente, ma io sono uno di quegli scassac.......zi che se trovo un difetto lo spiattello ai quattro venti, vedi cambio. Però adesso il cambio non si usa, metto in 5a e provo ancora la velocità massima. Parlo di velocità al conta km perchè il navigatore come spesso mi succede lo lascio dormire nel bauletto. Una diavoleria elettronica in meno.
Ho sentito lamentarsi qualcuno per le prestazioni, buon allungo, a 160 ci arrivi in un baleno, 170, 180.....insisto, 190. Non c'è alcuna discesa, quindi rilascio, credo di più non possa fare, ma mi sembra non sia male.
Ora è il momento del criuse control, premo il pulsante di attivazione, la spia arancionne si attiva, spingo alla velocità desiderata, sposto in avanti il pulsante ...ed esce la spia verde, rilascio il gas e la moto viaggia alla velociyà richiesta, 2500 giri 120km, 3000giri 140km ... e via di seguito. Poi accelero per un sorpasso, dopo di che la velocita ritorna quella impostata, spingo ripetutamente il pulsannte e la velocità impostata aumenta, premo il pulsante dalla parte opposta e diminuisce. Le istruzioni parlavano anche di una memoria,.........ma quella che ho io nel frangente fa cilecca. Ma sono sicuro che c'è anche quella.
Dietro a tutte "ste menate" arrivo alla deviazione per l'autostrada del Brennero, con l'indicazione per Mantova. Guardo a sud e il sole tiepido e ben augurante che mi ha icoraggiato alla partenza nel frattempo è scomparso. Al suo posto una nuvolaglia informe con punte di un grigio cupo. Vuoi vedere che sono quelle che dovevano aspettarmi sullo Julier..... .
Non c'è problema, in questi casi si decide all'istante, dove si va....?
Ci pensavo da un po' di tempo, non ci sono mai stato...... Chioggia,!........Non è proprio lungo lo scrrere del Mincio, ma non saranno un centinaio di km in più a farmi rinunciare.
Mi fermo ad un autogrill prima di Padova, devo rifornire, bevo un caffè e do sollievo alla prostata.
Chiedo al benzinaio se per Chioggia è il caso di montare il navigatore, ridendo mi dice che non è il caso. "Fai qualche Km, prendi l'indicazione per Bologna, dopo la deviazione fai qualche km e prendi l'uscita per l'autoporto. Come sei sulla provinciale alla prima rotonda trovi l'indicazione e vai sempre diritto. .......Pensi che seve il navigatore....? Un sorriso ed un saluto. Dopo una quarantina di km sono arrivato a destinazione. Di Chioggia vi mostro qualche foto, poi se volete andateci di persona. A me è piaciuta. Nel rientro ho smesso di giocare, ho verificato che anche in OD si può arrivare tranquillamente ai 180, ho acceso la radio per sentire se Stramaccioni è fatto della stessa pasta di Ranieri e all'inizio del secondo tempo ero a casa in poltrona a mangiarmi il solito fegato.
Visto che mi sono dilungato un po' se ho "rotto" ditemelo, concludo dicendo che ho percorso 555km,
sono sceso dalla moto con un po' di dispiacere, nessun affaticamento, ma neanche l'idea, per natiche e lombi , nessuna stanchezza o stress psico fisico, ca...cchio sono proprio contento, non sarà una moto per andare in ufficio tutte le mattine, ma se cominci a fare qualche km è una vera goduria, non parliamo in autostrada dove dopo il gtr era una sofferenza.
Prima o poi , verranno anche le montagne.

Chioggia4
Chioggia4
Chioggia5
Chioggia5
Chioggia6
Chioggia6
Choiggia7
Choiggia7
Chioggia8
Chioggia8
Chioggia9
Chioggia9
Chioggia10
Chioggia10
Chioggia11
Chioggia11
Chioggia12
Chioggia12

Finalmente le montagne

Acc..... porc....maled... .

Gli improperi sono perchè è suonato il cell, così non ho salvato e mi tocca riscrivere da capo. Stramaledetti aggeggi.

Allora....Domenica 13 maggio 2012. Non sono superstizioso, ma fra meteo e previsioni varie le prospettive non sono proprio allettanti.

Prima uscita col moto club Tingavert, sezione Lombardia. Un altro club, figlio di un altro forum per motociclisti, o viceversa,... poco importa. Ne ho vissuti diversi, e forse sono giunto alla conclusione che è meglio girare solo. Probabilmente ci ho messo anche del mio, ma per un verso o per l'altro non mi sono mai trovato a mio agio. Comunque ..proviamo.  Come ho accennato, le previsioni meteo sono avverse, almeno per quella parte di percorso che riguarda la pianura, ma sbirciando sul meteo svizzero, ho verificato, che per il tragitto su suolo elvetico è previsto sereno, al peggio, poco nuvoloso.

Sul forum, le "diserzioni" sono numerose, le 30 moto iniziali, sono praticamente dimezzate. Le posizioni si contrappongono, ..."si va"..."non si va"...... la decisione finale, NON SI VA. Devo dire che  ho provato un po' di delusione, ma onestamente ho anche apprezzato il senso di responsabilità  dell'organizzatore del giro. Le motivazioni ci stavano tutte. Devo dire che nonostante l'anagrafe sia diventata una delle mie peggiori nemiche, che mi spinge inesorabilmente verso i 57, (se qualcuno mi chiede cosa..lo mazzuolo) non sono ancora riuscito a liberarmi di quella sana incoscienza, che a volte ti spinge a degli azardi "calcolati"( siii... ai voglia...) che mettono un po' di pepe nel vissuto quotidiano e ti permettono di provare emozioni e memorizzare ricordi che rimarranno indelebili nella memoria. Adesso che mi sono autoincensato e mi sono fatto un overdose di autostima vado avanti.

".......NON SI VA" .Ma ovviamente c'è chi non apprezza, condividendo l'incoscienza di cui sopra, alcuni, che conoscerò poi in seguito, decidono di tentare lo stesso.

Per me Sergio non aspettava altro,...... ALLORA SI VA.

Mentre mi vesto , inavvertitamente mi "scappa" un sorriso, io avrei fatto lo stesso e la situazione" mi piace."

Mi bardo da far invidia ad un palombaro, a Lecco il tempo non è proprio brutto, quindi decido di non indossare l'antipioggia, ma risulterà una scelta avventata. A Ponte San Pietro , Giove pluvio da il meglio di se e sono costretto a fermarmi per metterla.

Devo anche rifornire, questa volta va tutto bene e l'atavica lotta con le pompe automatiche di benzina questa volta registra una tregua. Però devo essermi attardato,mi sa che non arrivo in tempo. Entro a Bergamo in autostrada e apro il gas. Piove forte, ma viaggio a 150, la moto non si muove, non vibra , nonostante spiri un venticello antipatico, quidi alle 09,50 imbocco il casello in uscita a Palazzolo. Non c'è nessuno, "aspetterò una decina di minuti, al peggio...farò un giretto per conto mio".

Riesco giusto ad attraversare la strada che..... ARRIVANO. Bene.  Saluto Sergio, non mi posso sbagliare , ha l'istinto del "condottiero", anche qualcun altro, ma per il momento per me sono dei simpatici" incoscienti". Mi sa che qualcuno avrà pensato, "questo al primo incrocio ce lo perdiamo". Invece mi sbagliavo di grosso e da qui , proprio dall'inizio, una gradevole sorpresa. Ad ogni incrocio, ogni rotonda, ogni deviazione, come il gruppo si sgranava a causa del traffico, che in effetti non era molto, ma sopratutto dalla piggia che cadeva a tratti , sempre due, "quei due" si alternavano a fare da staffetta e scopa. Poi ripartivano, risalivano, aspettavano e ripartivano. Non sono un novellino, mi è capitato più di una volta di partecipare ad uscite o anche giri programmati  in più giorni, mi è toccato far

parte della "staffetta", quindi so cosa significa anche in termini di sacrificio, il dover restare concentrato perchè dal tuo comportamento dipende la sicurezza degli altri, a scapito anche del divertimento personale. Ma come questi "due" non avevo mai visto nessuno. Un affiatamento perfetto, un piccolo cenno d'intesa, a volte nemmeno quello  e via. Certo un po' gli occhi addosso me li sentivo, uno non più giovane, che si porta a spasso un cancello di 400 chili, sul bagnato...... in mezzo a quei fulmini di guerra. Ma mi sono sentito subito sicuro e a mio agio, come non mai. Non servono le parole i pistolotti di chi pensa di essere un predestinato, credete, ne ho conosciuti tanti, bastano gli atteggiamenti, gli sguardi, un cenno d'intesa per capire come va.  Questi ragazzi mi piacciono! Sulla strada verso Edolo ci fermiamo per una sosta, qui mi accorgo che fra i motociclisti c'è anche una ragazza, nel corso del giro ho provato a stargli dietro, fino quando non ha deciso di allungare e... è sparita dopo una curva.L'andatura si è fatta più allegra, daltronde la strada lo consente; una "francesina" maligna tenta di portarci fuori strada, ma il "condottiero" se ne avvede e alla faccia del Tom Tom o Garmin di turno, alla vecchia maniera, la più sicura, chiede indicazioni ad un passante. Intanto il gruppo si è ricompattato. Io sui rettilinei e sul misto veloce non ho priblemi,...e che ci vuole...basta aprire il gas..... .

Intanto il tempo migliora, sulla strada verso il passo dell'Aprica compare il sole. La situazione cambia all'improvviso, l'atmosfera ovattata e crepuscolare che ci ha accompagnato sulla litoranea del versante occidentale del lago d'Iseo è solo un ricordo, fra le nubi squarci di un azzurro intensissimo e la natura che si riprende la sua rivincita.

......Anche gli autovelox, uno era ben "imboscato" prima di entrare all'Aprica,... speriamo in bene. Scolliniamo e la discesa è invitante, il gruppo si sgrana di nuovo, provo a tenere la scia della ragazza di cui ho parlato prima.....Isa...? spero di non sbagliare. Insieme a lei c'è un'altra moto "zavorrata", entrambi si muovono benissimo. In discesa non è facile, il peso si fa sentire, gratto un paio di volte con le pedane, è la prima uscita con la moto nuova su questo tipo di strade e devo un po' capire l'arcano. In uscita di curva tendo sempre un po' ad allargare, anche accentuando la piega non ottengo miglioramenti, devo entrare con la velocità giusta, perchè altrimenti non riesco a compensare. Le due moto che mi precedono restano a vista, a fondo valle al passaggio a livello ci ricompattiamo.

Verso Bormio la strada è libera, io spingo quel che posso, la velocità non la dico ...ma a tratti è superiore a quella in autostrada. La cornice si è fatta incantevole, il cielo è terso, il contrasto con il verde dei pascoli e il bianco delle montagne è il sensazionale spettacolo dei giri alpini, anche se li rifai cento volte, è sempre un'emozione diversa.

Pausa pranzo, Sergio ci porta in un delizioso ristorante, dove si può addirittura pranzare all'aperto. Qui non ho capito qualche cosa,....dalle preferenze sul forum la maggior parte aveva scelto per il pranzo al sacco, ......quando a mia moglie prima di partire ho chiesto di farmi un paio di panini,...ma ha guardato strana, .......è forse dal campeggio dell'oratorio che non mangio al sacco, mentre la maggior parte si è accomodata ai tavoli. Un po' di astinenza non fa male, quando sei in moto , forse è salutare.

Ripartenza verso Livigno, dove abbiamo rifornito, il prezzo del carburante alla pompa di benzina credo abbia fatto fare considerazioni poco benevole nei confronti dei nostri governanti un po' a tutti.

La salita alla Forcola, con Davide (uno dei "due")a fare da reporter con macchina fotografica e relativo video (come cacchio ha fatto?) quella al passo Bernina, con relativa discesa a Celerina e St Moritz, restano emozioni personali che ognuno ha potuto apprezzare e conservare in base alla propria sensibilità. Non si poissono commentare.

Con lo stesso spirito si raggiungono le cascate di Acqua Fraggia, poco prima di Chiavenna. Per non farci mancare niente e finire in bellezza ci godiamo anche questo momento. Una pausa, quattro chiacchere, come se fossimo tutti appena arrivati al bar, visi distesi e appagati, atteggiamenti inequivocabili che testimoniano quanto questa giornata sia stata gratificante e serena. Ci salutiamo, qualcuno ha ancora molti chilometri da percorrere, io invece mi fermo a Lecco.

Non mi piace sviolinare , anzi, ma devo dire con assoluta sincerità, che questo giro, fatto e rifatto parecchie volte , non era mai stato così appagante.

Oltre a ringraziare Sergio che lo ha reso possibile, quei "due", che si sono fatti in quattro...cinque...sei....per garantire la sicurezza e la riuscita del giro, devo dire grazie a tutti i partecipanti per gentilezza, l'affabilità e la cortesia che hanno dimostrato nei miei confronti, ma sopratutto nei confronti reciproci. Non lo so se è un caso, ma ho trovato un'atmosfera serena, discreta, senza eccessi, una sensazione piacevole mai apprezzata prima in questo ambiente, ma sopratutto la consapevolezza di aver avuto a che fare con  dei

ragazzi in gamba.

 

 

 

 

 

 

 

Tingavert Bormio 05/12
Tingavert Bormio 05/12
Ghiacciaio dell'Aletsch
Ghiacciaio dell'Aletsch

Indimenticabile ! Ciao Diego

www.arredamentimglmanzoni.com
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